Oltre un secolo di attività significa centinaia di cause affrontate in ogni ambito del diritto. Di seguito alcuni casi concreti seguiti negli ultimi anni, che illustrano il tipo di assistenza che forniamo quotidianamente ai nostri clienti.
Tre persone sono state accusate di peculato continuato per fondi destinati alla ricostruzione post-sisma. Attraverso una perizia calligrafica abbiamo dimostrato che alcune firme su documenti chiave erano false, portando all’assoluzione piena dei nostri assistiti. Una difesa tecnica precisa ha fatto la differenza.
Un nostro assistito è stato accusato di maltrattamenti in famiglia durante il lockdown, sulla base di testimonianze di vicini. Abbiamo dimostrato l’assenza di prove concrete: nessuna denuncia precedente, nessuna visita medica, nessun riscontro oggettivo. Il giudice ha assolto completamente l’imputato, riconoscendo l’insufficienza delle accuse.
Una nostra cliente ha subito una frode di circa 18.000 euro a causa di pirati informatici che hanno violato il suo conto Poste Italiane. Abbiamo dimostrato che la banca non aveva adottato le misure di sicurezza adeguate e che la cliente non aveva avuto alcuna negligenza. Il tribunale ha riconosciuto le nostre ragioni e condannato Poste Italiane al risarcimento integrale.
Abbiamo assistito i familiari di una vittima del terremoto dell’Aquila del 2009, che aveva deciso di restare in casa sulla base di dichiarazioni rassicuranti delle autorità. Il Tribunale Civile dell’Aquila ha condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri a risarcire 170.000 euro al figlio e 50.000 euro agli altri familiari, oltre alle spese legali.
Tre persone sono state accusate di peculato continuato per fondi destinati alla ricostruzione post-sisma. Attraverso una perizia calligrafica abbiamo dimostrato che alcune firme su documenti chiave erano false, portando all’assoluzione piena dei nostri assistiti. Una difesa tecnica precisa ha fatto la differenza.
Abbiamo assistito un comune che aveva vinto l’aggiudicazione dei lavori per una nuova scuola, ma che era stato bloccato da un ricorso di una ditta esclusa. Il TAR ha respinto il ricorso presentato dalla controparte, permettendo la ripresa immediata dei lavori e la realizzazione del progetto.
Un’allevatrice di Barisciano era stata accusata di aver tentato di truffare la Regione Abruzzo richiedendo un contributo per la perdita di oltre 300 pecore dopo il sisma del 2009. Grazie a una difesa documentale accurata e all’analisi delle incongruenze nelle accuse, abbiamo ottenuto l’assoluzione piena della nostra assistita.
In Corte d’Appello abbiamo ribaltato una condanna a sei anni di carcere per spaccio di droga, ottenendo l’assoluzione completa della nostra assistita. Un secondo imputato nello stesso procedimento ha visto la pena ridotta da 6 a 4 anni grazie alla nostra difesa.